Prof di religione e scrutini
E’ di questi giorni la polemica che vede contrapposti il Tar e la Cei: il primo ha stabilito che i docenti di religione, non potendo concorrere con il proprio insegnamento alla formazione del voto finale, non hanno titolo per partecipare agli scrutini. La Cei è ovviamente andata su tutte le furie.
Io, dai tempi del liceo, mi domando: perchè la religione non può essere considerata una materia come tutte le altre? Perchè nella maggior parte delle scuole superiori diventa un’ora di “dolce far niente”, che potrebbe essere meglio impiegata? Perchè non posso scegliere se seguire o meno le lezioni di filosofia ma posso decidere se partecipare o meno a quelle di religione?
Qualcuno risponderà “per la libertà di culto”: ma se venisse insegnata in modo corretto diventerebbe un apporto culturale importante per capire la propria religione e quelle altrui. E chi è ateo potrebbe semplicemente ampliare le proprie conoscenze, non ci vedo nulla di male.
In filosofia si studia Sant’Agostino, non devo per forza condividerne il pensiero per studiarlo. Perchè per la religione non è lo stesso? Perchè deve essere una materia “macchietta”, che ha ragione di esistere solo perchè fa piacere alla Chiesa che ci sia?
Rendiamola una materia importante come tutte le altre, facciamo che il voto di religione concorra alla media e che i docenti possano partecipare agli scrutini al pari dei colleghi delle altre materie: sarebbe una (preziosa) ora guadagnata.




















































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